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Comuni

Albinea

 

Albinea è una località pedecollinare che spicca per le sue bellezze paesaggistiche e naturalistiche e per la presenza di edifici storici e di rilievo artistico. Inoltre si tratta di una terra ricca di prodotti tipici squisiti come il vino (Lambrusco e Spergola), l’aceto balsamico tradizionale, il Parmigiano-Reggiano, l’erbazzone, i ciccioli e tante altre prelibatezze. Abitata già in età preistorica, come dimostra la Tana della Mussina, tomba del III millennio, è nell’età medievale che le località di Borzano, Montericco ed Albinea ed i relativi colli vengono uniti in un unico possedimento, ognuno provvisto di una pieve e di un castello, e parte di un potente sistema difensivo a protezione dei territori già soggetti a Matilde di Canossa.

Con l’arrivo degli Estensi il suo territorio si arricchisce di numerose case-torre e successivamente di ville storiche come Villa Sidoli-Rossi, Villa Arnò e Villa Tarabini, depositaria, nel sottotetto, dell’Acetaia comunale; Albinea è viva durante tutto l’anno, con una ricca offerta culturale e numerosi itinerari, ed è scelta privilegiata per chi dalla vicina città cerca refrigerio durante l’estate;, amata da moltissimi ciclisti e cicloamatori per la bellezza dei luoghi con panorami mozzafiato sulla pianura immersi nella natura, l’ospitalità e il buon cibo

Canossa

 

Luogo simbolo delle Terre Matildiche è Canossa, preziosa perla dell’Appennino Reggiano e centro fertile della Val d’Enza, con i suoi castelli custodisce meraviglie architettoniche ed artistiche che si sposano con l’incantevole paesaggio collinare. Da non perdere la visita alla Riserva Naturale Regionale della Rupe di Campotrera, area protetta che si trova al centro del territorio legato alla storia dei Canossa e della contessa Matilde. La Riserva ospita una grande varietà di specie animali e vegetali ed è caratterizzata da un imponete picco roccioso di origine vulcanica sul quale è collocata la Torre di Rossenella. La strada che conduce ai castelli è conosciuta come “In Salita con il Sorriso” e mira a valorizzare il territorio canossano con lo scopo di educare i nostri giovani ai valori puri, attraverso lo sport. La salita conduce al monumento dedicato a Scarponi, una scultura realizzata dalla Scuola di Scultura su Pietra di Canossa e posta sul belvedere di Cavandola, caratterizzato da una splendida vista sul Castello di Canossa. Il progetto vuole consolidare nel tempo i valori espressi da un grande campione del Ciclismo italiano.

Carpineti

 

Benvenuti a Carpineti: Un Viaggio tra Storia e Natura

Benvenuti a Carpineti. Situato tra le località reggiane, facilmente raggiungibile dal modenese e parmense, Carpineti è ideale per un turismo lento. Riconosciuto dall’UNESCO come Riserva dell’Uomo e della Biosfera, offre storia, cultura, sport e gastronomia. Con circa 200 km di sentieri, Carpineti è un tesoro storico. Dal Castello di Carpineti, gli itinerari attraversano borghi medievali con case a torre e chiese affascinanti. La “Via Matildica del Volto Santo”, il “Sentiero Matilde” e il “Sentiero dei Ducati” vi condurranno tra paesaggi incantevoli, antichi monasteri e abbazie come l’Abbazia di Marola. Esplorate a piedi, a cavallo o in E-bike e rilassatevi nei nostri agriturismi, gustando piatti tipici come l’erbazzone. Per il pernottamento, scegliete tra ostelli e agriturismi. Ogni anno, l’ultima settimana di agosto, si svolge la Fiera di San Vitale. Ad ottobre, la Festa della Castagna di Marola celebra uno dei nostri prodotti più rappresentativi, attirando migliaia di visitatori. Dal 2020, presso la biblioteca comunale, è attivo il Punto Informativo del Turista, dove troverete tutto il necessario per pianificare il soggiorno. Scoprite Carpineti, dove storia e natura offrono esperienze indimenticabili.

Casina

 

Casina è lieta di accogliere sul suo territorio la Granfondo Matildica.

Con il castello di Sarzano, i borghi, le case a torre e l’inconfondibile paesaggio, Casina è pronta a ospitare nel suo laboratorio di antichi saperi, beni naturalistici e architettonici secolari.

La rete di sentieri è ampia e il viandante incontra sul cammino una repentina variabilità: dalla boscaglia alle coltivazioni, dai castagneti al sistema di castelli, pievi, borghi, oratori, mulini, torri, antiche strade che nel loro insieme costituiscono le tracce più evidenti del retroterra storico-culturale della collina reggiana, cuore delle terre di Matilde di Canossa. Sulla strada della Granfondo svetta il Castello di Sarzano, toponimo storico di un antico marchesato dell’Appennino emiliano.

Casina è anche sinonimo di eccellenza gastronomica: il nostro territorio rientra nell’area di produzione del Parmigiano Reggiano di Montagna, la cui produzione è una delle attività economiche più tipiche del territorio. Qui storia, convivialità e ambiente si sposano all’insegna di bellezza ed ecosostenibilità

Castelnuovo ne' Monti

 

Castelnovo ne’ Monti è il capoluogo dell’Appennino reggiano, un ruolo che deriva da una storia che vene insediamenti nel luogo più iconico e importante del territorio, la Pietra di Bismantova, risalenti fino al neolitico. La posizione di passaggio tra le valli montane fece poi di questo territorio un’area di penetrazione Etrusca e Romana in contrasto con le preesistenti popolazioni Celto-Liguri.  Le sorti autonome di Castelnovo si delineano però all’epoca di Matilde di Canossa, la quale donò il borgo all’abate del monastero sant’Appollonio di Canossa nel 1111. In quegli anni vennero realizzate diverse fortificazioni e tra queste, sul colle chiamato oggi “Monte Castello”, fu costruito il “Castrum Novum”, da cui il toponimo del paese. Oggi Castelnovo è un territorio ricco di potenzialità naturali e generoso di proposte culturali, ma anche legate allo sport: dal ciclismo al podismo, l’atletica, l’arrampicata, il tennis e tutti gli sport di squadra, con impianti moderni e all’avanguardia e un ambiente ideale per le attività outdoor.

Quattro Castella

 

Quattro Castella è una terra che connette pianura e prima collina. Dai suoi quattro colli (Montevecchio, Bianello, Montelucio e Montezane) si possono scorgere sia il crinale appenninico che il profilo delle alpi e delle città lungo la via Emilia. 

Il monumento simbolo di Quattro Castella è il Castello di Bianello, meta ogni anno di decine di migliaia di visitatori, e luogo di residenza preferito da Matilde di Canossa, festeggiata dalle contrade castellesi ogni anno con il Corteo Matildico, tra le più importanti rievocazioni storiche in Italia. Quattro Castella è un comune a forte vocazione ciclistica: numerose le piste che attraversano il territorio formando una rete di viabilità “dolce” e sicura capace di connettersi sia con la città di Reggio Emilia che con i comuni dell’Appennino reggiano. Sul territorio insistono anche due importanti cammini : la “Via Matildica del Volto Santo” percorribile da Mantova a Lucca in mountain bike e il “Sentiero dei Ducati” che con la supervisione costante del CAI collega Reggio Emilia con la Versilia a Luni tramite un tracciato dedicato alla bici gravel e uno alla mtb.

San Polo d'Enza

 

Il comune di S. Polo è collocato nella fascia pedecollinare della provincia reggiana.

Nonostante le molteplici distruzioni e ricostruzioni, l’area del castello di San Polo conserva anche oggi un notevole interesse culturale. Dell’antico castello, contornato da residui di cinte murarie, rimane visibile il ponte levatoio della porta orientale, con i due distinti passaggi ad arco. La chiesa parrocchiale costituiva anticamente la cappella del castello, non ha facciata e la porta d’ingresso è aperta nel muro che si affaccia sul piazzale della rocca. A nord si innalza la pieve romanica di Cavillano. La chiesa attuale conserva l’impianto basilicale originale; recenti scavi hanno rinvenuto poi l’antica cripta sotterranea portando alla luce resti di affreschi medievali.

Lungo la strada provinciale che conduce a Quattro Castella è situato il complesso conventuale di Montefalcone, che, secondo tradizione, venne innalzato dai frati Francescani agli inizi del XIII° sec.

Sotto il profilo escursionistico il territorio comunale è attraversato da una ben articolata rete di sentieri che collegano San Polo con le principali località, consentendo di accedere agevolmente ai luoghi storico culturali e a paesaggi che caratterizzano il territorio sampolese

Ventasso

 

NATURA, SPORT, TURISMO, CULTURA E BUON CIBO: QUESTO È VENTASSO

Il Comune di Ventasso è il più esteso della provincia di Reggio Emilia, è stato costituito nel 2016 con l’estinzione dei comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto ed occupa la fascia alta dell’Appennino reggiano, tra le valli dell’Enza, della Lonza del Secchia e dell’Ozola. Qui troviamo le vette del Monte Prado e dell’Alpe di Succiso, che superano i 2.000 metri, così come il Monte la Nuda e il Monte Ventasso, caratterizzate dal paesaggio delle praterie, dove distese di flora selvatica si alternano ad affioramenti rocciosi. I boschi dominano il territorio ed i borghi, molti dei quali di origine medievale, punteggiano le vallate.

Ma che cosa è Ventasso? Sicuramente natura, sport, storia e buon cibo. Il visitatore che arriva qui può trascorrere le giornate esplorando i sentieri, a piedi o in mountain bike, sciare in inverno, o rilassarsi nei centri benessere degli hotel o alle Terme di Cervarezza, ma soprattutto gustare le ricette tradizionale nei locali della zona, che propongono piatti a base di funghi o carne, ma anche i celebri tortelli e i dolci casalinghi.

Vetto

 

Vetto 1787 abitanti si trova a m 446 sul livello del mare e dista 43 Km sia da Reggio Emilia che da Parma. Quasi certamente di origine romanica, trae il suo nome da “Vectus” che vuol dire condotto trasportato. Avvalora quest’ipotesi il fatto che il Centro della Val D’Enza è sempre stato un importante punto di transito e di collegamento tra varie Regioni. Il primo documento storico, che testimonia l’esistenza di Vetto risale al 1142, epoca in cui, dopo l’egemonia dei Canossa, divenne appannaggio dei Della Palude. Disteso sull’Enza, in una conca ai piedi dei Monti Costa e Faille, è circondato da castagneti e querceti ed è punteggiato dalle antiche costruzioni de “Il Borgo,” “Il Castello “e “Cà Boccio” che fanno da sfondo alla chiesa di San Lorenzo . Anche le frazioni hanno un particolare valore storico infatti Pineto Legoreccio e Crovara erano considerate “ piccole capitali” dell’antico feudo  dei Della Palude.Il territorio di Vetto offre numerose opportunità per le attività sportive all’aria aperta per le escursioni ed il turismo fotografico e naturalistico.

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